#SUD2030. Il Piano per il Sud è un progetto per l'Italia. E parla anche di servizi pubblici locali.

La riduzione del divario Nord-Sud passa anche da interventi su acqua, rifiuti e trasporti. Cosa prevedono le missioni e le azioni del Piano Sud 2030 "Sviluppo e Coesione per l'Italia" in materia di servizi pubblici locali.

Colmare i divari territoriali non è solo un atto di giustizia, è la leva essenziale per attivare il potenziale di sviluppo inespresso del nostro Paese”. È quanto ha affermato il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, introducendo il Piano Sud 2030, documento programmatico presentato dal Governo il 14 febbraio scorso, che individua risorse da attivare, missioni da perseguire e prime azioni con le quali intervenire per ridurre il divario tra Nord e Sud.

La vision strategica definita dal Piano (“Un’idea di Sud al 2030”) è declinata in cinque “missioni” che prendono spunto dalle altrettante missioni nazionali della coesione che, secondo la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza approvata dal Consiglio dei Ministri il 30 settembre 2019, rappresentano i temi sui quali concentrare gli investimenti, anche in vista della chiusura del negoziato dell’Accordo di Partenariato post 2020, oltre che per la riprogrammazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Le cinque missioni sono, dunque, state definite sulla base dei principali fabbisogni di investimento e, per ciascuna di esse, il Piano individua le prospettive di medio periodo in termini di risultati attesi e le prime azioni da avviare nel 2020. Non mancano i riferimenti ai servizi pubblici locali interessati da ReOPEN SPL. I risultati delle attività di indagine e analisi territoriale svolte nell'ambito progettuale hanno, appunto, a più riprese evidenziato l’esistenza di una questione meridionale anche in riferimento ai servizi idrici, alla gestione dei rifiuti e al trasporto pubblico (si vedano i documenti raccolti nella sezione Monitor-SPL). Si ritiene utile, pertanto, riassumere di seguito i passaggi salienti del Piano Sud evidenziando le missioni e le azioni che interessano i servizi pubblici locali di interesse economico generale a rete.

La missione 2 “Un Sud connesso e inclusivo”, partendo dall’analisi dei divari infrastrutturali, include tra le grandi priorità il miglioramento della mobilità interna al Mezzogiorno, con particolare riferimento al Trasporto Pubblico Locale. Ribadita la necessità di una “cura del ferro” per la mobilità del Sud, secondo il Piano vanno anche promosse azioni volte al rinnovo delle flotte del trasporto locale e regionale su gomma, favorendone la riconversione con propulsioni sostenibili e meno impattanti e sostenendo i collegamenti di medio raggio fra poli urbani meridionali.

Tali obiettivi strategici trovano la loro declinazione operativa già a partire dal 2020 attraverso il Piano Sud del MIT che coincide con l’azione 2.1.1 del Piano Sud 2030 e mette a disposizione oltre 33 miliardi di euro. La stessa azione prevede, inoltre, interventi nel settore idrico per le cui infrastrutture sono disponibili 360 milioni di euro.

La sfida verso un’Europa più verde e a basse emissioni passa, secondo il Piano, anche per la missione 3 “Un Sud per la svolta ecologica” che dedica particolare attenzione ai temi dei rifiuti e dei servizi idrici. Vengono, infatti, evidenziati persistenti divari territoriali nei principali servizi ambientali di mercato, dove la diffusione di esperienze capaci di integrare il nuovo paradigma europeo dell’economia circolare è ancora modesta. Nel comparto della gestione dei rifiuti urbani, sebbene negli ultimi anni sia cresciuta la raccolta differenziata, la frazione di rifiuti conferiti in discarica rimane ancora molto elevata al Sud (40,2%, dati aggiornati al 2017, un valore più che doppio rispetto al Centro-Nord). I fabbisogni di maggiori investimenti riguardano sia il contenimento della produzione di rifiuti, anche attraverso pratiche di riuso, sia la massimizzazione del riciclo delle materie, sia, infine, la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti, favorendo la raccolta differenziata e il completamento del sistema impiantistico per il loro corretto trattamento. Nel servizio idrico integrato il Piano evidenzia il permanere di insufficienti livelli di efficienza del servizio, che si manifestano in elevate perdite di rete e in una diffusione inadeguata dei trattamenti avanzati di depurazione. Un’alta quota di acqua dissipata incide negativamente sia sull’ambiente, sia sugli utenti del servizio integrato, causando spreco di risorse e innalzamento dei costi di gestione, con inevitabili ripercussioni tariffarie. Per migliorare il benessere delle collettività, perseguendo, nel contempo, obiettivi di sostenibilità di una risorsa preziosa e sempre più scarsa, appare cruciale il sostegno agli investimenti infrastrutturali sulle reti idriche e sulla depurazione. Il conseguente miglioramento dei livelli di servizio dovrà misurarsi sulla drastica riduzione delle perdite di rete (da realizzare anche sviluppando sistemi digitali di monitoraggio in remoto dello stato delle condotte) e sulla diffusione capillare di trattamenti “spinti” per il trattamento dei reflui (come le tecnologie di fito-depurazione), in modo da favorire la chiusura integrata del ciclo.

In tema di sostenibilità, quindi, le azioni per il 2020 incluse nel Piano prevedono la sperimentazione di economia circolare (azione 3.2) attraverso la realizzazione di una rete con tecnologia italiana per il riciclo completo dei prodotti per l’igiene della persona, che prevede i seguenti passaggi: posizionamento in città pilota del Mezzogiorno di smart bin, dispositivi per la raccolta differenziata accessibili digitalmente e con alimentazione al 100% sostenibile; conferimento della raccolta a impianti di trattamento; immissione delle “materie prime seconde” sul mercato. L’attuazione sarà curata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che adotterà un atto di indirizzo sull’iniziativa; le regioni saranno responsabili per le autorizzazioni relative agli impianti di trattamento dei rifiuti; i comuni si occuperanno dell’organizzazione e affidamento del sistema di raccolta differenziata per i prodotti igienici.

Sempre in attuazione della missione 3 è previsto, inoltre, il potenziamento del trasporto sostenibile (azione 3.3) che punta a ridurre le emissioni di CO2 anche migliorando il servizio di trasporto pubblico sostenibile nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare il trasporto ferroviario regionale e interregionale, il trasporto metropolitano e suburbano e i collegamenti con le aree interne. Le linee di intervento per il 2020 prevedono, tra l’altro, l’acquisto di nuovo materiale rotabile e l’accompagnamento delle regioni e comuni del Sud con un’assistenza tecnica specifica per redigere i Piani urbani per la mobilità sostenibile (PUMS). Il rinnovo del parco rotabile su gomma con nuovi autobus meno impattanti per l’ambiente è una delle azioni prioritarie che interessano, in particolare, le aree interne. L’attuazione sarà a cura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che provvederà all’allocazione di risorse nei confronti di regioni, comuni, e città metropolitane che procederanno agli affidamenti (avvisi pubblici di manifestazione d’interesse e procedure negoziate).

Il Piano si chiude con una serie di linee trasversali che, pur non avendo ricadute dirette sui servizi pubblici locali, potranno positivamente impattare sull’azione amministrativa, sui sistemi imprenditoriali e sui benefici per l’utenza, prevedendo: politiche strutturali e misure urgenti per l’impresa e il lavoro, nuovi metodi per la rigenerazione amministrativa (inclusi programmi di rafforzamento delle amministrazioni), nuovi approcci alle politiche territoriali (con rilancio della Strategia Nazionale per le Aree Interne), iniziative di inclusione e partecipazione per lo sviluppo e l’attuazione del Piano Sud 2030.

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La notizia della presentazione del Piano Sud 2030 sul sito di Palazzo Chigi >>>