Al via la pubblicazione dei report regionali di Monitor-Idrico 2020

On line i primi 4 report regionali dedicati al Centro Italia: sintetizzano lo stato degli assetti organizzativi e gestionali del servizio idrico integrato nel Lazio, nella Marche, in Toscana e in Umbria.

Dopo Monitor-idrico 2020 - Rapporto nazionale sullo stato dei servizi idrici, l'attività di ricerca ed elaborazione dati di ReOPEN SPL aggiunge un altro tassello al mosaico della conoscenza in materia di servizio idrico integrato. Con i rapporti di analisi dedicati alle regioni del Centro Italia (LazioMarcheToscana Umbria), inizia la pubblicazione, nella sezione Monitor-Idrico, dei report regionali.

Rispetto agli analoghi documenti pubblicati nel 2019, oltre a presentare un aggiornamento dei dati contenuti nelle precedenti versioni, i nuovi report includono ulteriori informazioni riguardanti:

  • il grado di aggiornamento della pianificazione settoriale, che comprende, oltre ai piani d'ambito, anche la pianificazione sovra-ambito (es.: piano di gestione del distretto idrografico e piano di Tutela delle acque);
  • gli indicatori di qualità tecnica coerenti con la regolazione ARERA;
  • gli interventi infrastrutturali previsti;
  • gli agglomerati ricadenti in procedure di infrazione comunitaria (nelle regioni del Centro ricadono 120 agglomerati inclusi nelle procedure attualmente in corso a carico dell'Italia).

Ciascun report regionale include, inoltre, informazioni sugli assetti gestionali, frutto dell'attività di ricerca svolta da ReOPEN SPL svolta in riferimento al territorio di ciascun comune italiano.

Le regioni della macro-area centrale (alle quali sono dedicati i primi 4 report)  ricomprendono 12 Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), due dei quali, in Toscana e in Umbria, di estensione regionale. Su tali territori sono stati rilevati 39 operatori con un bacino di utenza medio pari a poco più di 300 mila abitanti. Il confronto tra i singoli casi regionali evidenzia una certa regolarità: in tutte le quattro regioni della macro-area sono stati individuati i gestori unici d’ambito (secondo le rilevazioni svolte da ARERA ai sensi dell'art. 172 del Codice Ambientale). Ciò non significa, tuttavia, che per ogni ambito sia presente un unico operatore: in Toscana e Umbria, ad esempio, i bacini gestionali rispecchiano l'assetto territoriale precedente all'istituzione dell'ATO regionale, mentre nel Lazio si registrano ancora diverse gestioni in economia e nelle Marche un ATO su 5 presenta una situazione di parziale frammentazione gestionale.

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