Il Governo adotta il Piano nazionale invasi e il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile

Sottoscritti a Palazzo Chigi il 18 aprile scorso due importanti DPCM, entrambi su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Disponibili gli estratti della normativa di riferimento e una sintesi grafica del processo di costruzione e realizzazione del Piano interventi per il settore idrico 

Il 18 aprile scorso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha sottoscritto due decreti attraverso il quale vengono adottati importanti documenti di pianificazione degli investimenti che interessano sia il settore idrico che il trasporto pubblico locale. Si tratta della Sezione invasi del Piano nazionale per gli interventi nel settore idrico e del Piano nazionale della mobilità sostenibile.

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Piano nazionale del settore idrico – Sezione invasi

Condiviso dal MEF, MATTM, MIPAAFT e MiBAC, il Decreto sul Piano Invasi sblocca un primo stralcio di 260 milioni di euro del più ampio Piano nazionale, attraverso il quale potranno essere finanziati 18 interventi di progettazione e 39 interventi di progettazione e realizzazione.

L’iter per la costruzione e l’esecuzione del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico, discende da una serie di norme contenute nelle ultime due Leggi di Bilancio (L. 205/2017 e L. 145/2018), delle quali ReOPEN SPL ha elaborato un estratto di sintesi.

Come sottolineato a più riprese dallo stesso Ministro Toninelli, il Piano per il settore idrico è ispirato ad una logica di condivisione con tutti gli stakeholder. Sono già state coinvolte l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente e la Conferenza Unificata, con la quale era anche stata sancita l’intesa prevista ai sensi di legge (della quale avevamo dato notizia sul sito ReOPEN SPL). L'iter relativo alla predisposizione del Piano degli interventi nel settore idrico, nonchè le procedure relative alla realizzazione degli interventi sono sintetizzate in una info-grafica realizzata dal team ReOPEN SPL, che evidenzia anche la possibilità di attivare poteri sostitutivi in caso di inerzia da parte degli enti competenti.

In fase di esecuzione del piano, il MIT dovrà attivare una serie di convenzioni con i soggetti realizzatori degli interventi.

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Piano Nazionale della Mobilità Sostenibile

Il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, istituito dalla legge 232/2016, punta al rinnovo del parco autobus circolante sul territorio nazionale, promuovendo il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative della Unione Europea. A tal fine, è previsto uno stanziamento di 3,7 miliardi di euro su un arco temporale di 15 anni a partire dal 2019.

L’attivazione di tali risorse, si legge nel comunicato del MIT, avverrà in tre periodi quinquennali e sarà basata su criteri da definire con appositi decreti la cui applicazione porterà alla definizione di tre distinte graduatorie:

  • comuni capoluogo di città metropolitane o province ad alto tasso di inquinamento, con una disponibilità pari a 398 milioni;
  • città metropolitane e comuni con popolazione superiore ai 100 mila abitanti, con una dotazione di 1,1 miliardi di euro;
  • regioni, alle quali sono destinate 2,2 miliardi.

Almeno il 34% delle risorse complessive, inoltre, dovrà essere indirizzato ai territori del Mezzogiorno. Nel primo triennio, una quota pari al 50% del contributo concesso a ciascuna amministrazione beneficiaria potrà essere destinata alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa dei mezzi.

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