Decreto rilancio: le norme in favore dei servizi pubblici locali

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 34/2020. Tra le misure finalizzate al rilancio dell'economia, presenti anche interventi che interessano i servizi pubblici locali, in particolare trasporto pubblico e rifiuti. Non mancano misure in favore degli Enti territoriali che avranno ricadute indirette su tali settori.

Il 19 maggio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 128, Supplemento ordinario n. 21) il Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (c.d. Decreto Rilancio).

Tra gli oltre 260 articoli del provvedimento, sono presenti diverse norme finalizzate ad attutire gli effetti economici della crisi sanitaria su alcuni settori dell'economia, tra le quali non mancano interventi riguardanti in maniera diretta o indiretta i comparti di interesse di ReOPEN SPL. Proponiamo a seguire una sintesi delle principali misure e, in calce, un abstract del decreto con il testo delle norme citate.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico regionale e locale, l'art. 200 del Decreto istituisce un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2020, volto a compensare le imprese del settore (trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario regionale e nazionale) per la riduzione dei ricavi tariffari subita. Lo stesso articolo prevede, inoltre, che le riduzioni dei servizi per il trasporto ferroviario passeggeri di lunga percorrenza e dei servizi ferroviari interregionali dovute alle misure di contenimento del COVID-19 non comportino alcuna decurtazione dei corrispettivi previsti dai contratti di servizio. Sempre in favore delle imprese di TPL, il decreto stabilisce di anticipare l'erogazione dell'80% del Fondo Nazionale TPL (entro il 30 giugno), nonché di erogare, entro il 31 luglio, l'80% dei corrispettivi previsti da contratti di servizio fino al 31 agosto 2020.

Fino al 31 dicembre 2024, è sospeso l’obbligo di cofinanziamento nel rinnovo del parco autobus per Regioni, enti locali e gestori di servizi di trasporto pubblico locale e regionale e, fino al 30 giugno 2021, gli stessi soggetti beneficiano della sospensione delle disposizioni volte ad attuare il rinnovo del parco rotabile con mezzi ad alimentazione alternativa. Per l'acquisto di materiale rotabile in scadenza il 1° agosto 2020 e per l’acquisto di mezzi in leasing, fino al 30 giugno 2021 gli enti preposti possono ricorrere alla vigente convenzione CONSIP. Infine, fino al 31 dicembre 2021 una quota, nel limite massimo del 5% delle risorse stanziate per il rinnovo dei parchi autobus e ferroviari del TPL locale e regionale, può essere utilizzata per adeguare i mezzi con  attrezzature idonee a ridurre i rischi epidemiologici per i passeggeri e per il personale.

In materia di rifiuti, l'art. 138 del Decreto Rilancio dispone una serie di abrogazioni utili ad allineare i termini per l'approvazione delle tariffe e delle aliquote TARI e IMU con il termine di approvazione del bilancio di previsione 2020. Più precisamente, i termini per l’approvazione degli atti deliberativi delle tariffe in materia di TARI e IMU sono differiti al 31 luglio, stessa data prevista dal Decreto Cura Italia per l'approvazione del bilancio di previsione dei Comuni.

Si segnalano, inoltre, alcune norme di interesse per gli enti territoriali che, sebbene non direttamente riferite ai servizi pubblici locali, coinvolgono, tra gli altri, i comuni e le città metropolitane, enti titolari di funzioni collegate all'organizzazione e alla gestione dei rifiuti, dei servizi idrici e del trasporto pubblico locale. Si tratta di misure di tipo prevalentemente economico e fiscale che mirano a evitare crisi di liquidità degli enti territoriali che metterebbero a repentaglio anche la corretta erogazione dei servizi di pubblica utilità. In particolare, è prevista l'istituzione -entro il 10 luglio 2020, con apposito decreto attuativo (Interno e MEF)- di un fondo per l'esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali, con una dotazione per l’anno 2020 di 3,5 miliardi, di cui 3 miliardi di euro per i comuni e 500 milioni per province e città metropolitane. I criteri di riparto, da definire con successivo decreto del MEF, dovranno tener conto degli effetti dell'emergenza Covid-19 sulla perdita di gettito (comprese le entrate dei servizi pubblici locali) e dei fabbisogni per lo svolgimento delle funzioni fondamentali. Per far fronte alle esigenze immediate, entro 10 giorni dall'entrata in vigore del D.L. 34/2020, il 30% della dotazione verrà erogata ai singoli enti a titolo di acconto sulle somme spettanti.

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