Resilienza del sistema idrico: autorità, enti e gestori al tempo del coronavirus

ARERA chiede a operatori ed enti territoriali di segnalare informazioni utili ad adeguare il quadro regolatorio ai nuovi scenari conseguenti all'emergenza Covid-19. Ma quali rischi bisogna presidiare per prevenire situazioni critiche nelle reti idriche? Le indicazioni dell'ISS in un Rapporto indirizzato ai gestori dei servizi.

Il contesto di riferimento rispetto al quale ARERA ha impostato i provvedimenti regolatori in materia di servizio idrico integrato ha risentito profondamente degli effetti dell’epidemia da virus COVID-19.

Gli operatori del comparto, dal canto loro, hanno provveduto a porre in essere una serie di azioni finalizzate a garantire la continuità dei servizi gestiti e, al contempo, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Oltre alla sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili, le aziende sono intervenute per evitare rischi per la pubblica incolumità, pur continuando a garantire la continuità della fornitura anche in caso di guasti e interruzioni (incluso il pronto intervento). In molti casi, sono state, inoltre, potenziate le attività volte ad affrontare il rischio connesso ad eventi che potrebbero avere ripercussioni di carattere sanitario o sociale, quali ad esempio la siccità con l'approssimarsi della stagione estiva.

A fronte di tali iniziative le aziende dei servizi idrici rilevano la flessione dei volumi e degli incassi percepiti, prospettando una revisione delle aspettative per l’anno anche riguardo ai piani di investimento programmati.

ARERA ha già adottato una serie di misure volte a tutelare utenti e gestori, ma un’azione efficiente di completamento e integrazione della regolazione vigente richiede l’acquisizione, da parte dell’Autorità, di elementi informativi di cui dispongono gestori ed Enti di governo degli ATO (o altri soggetti competenti). Pertanto, con Delibera 13 aprile 2020 125/2020/R/idr, è stato richiesto agli attori del servizio idrico integrato di fornire tutti gli elementi utili a valutare l’adozione di provvedimenti urgenti volti, in particolare, a garantire, sistematicamente, adeguati livelli di sicurezza della fornitura e qualità dei servizi idrici, preservando l’equilibrio economico e finanziario del settore e le connesse condizioni di sostenibilità per i fruitori del servizio.

L'Autorità invita, pertanto, operatori, enti d'ambito e altri soggetti competenti a fornire informazioni e spunti riguardanti:

  • possibili significativi scostamenti nella domanda di servizi ed eventuali oneri aggiuntivi che i soggetti attivi nel comparto idrico prevedano di sostenere per far fronte all'emergenza epidemiologica, incluse azioni con finalità sociale qualora le modalità stabilite dalla regolazione vigente fossero ritenute non pienamente efficaci alla loro copertura (anche in considerazione della necessità di contenere il rischio di limitazione o interruzione della fornitura di acqua in caso di condizioni di siccità prolungata);
  • l’introduzione di elementi di flessibilità nell'attuale meccanismo di valutazione annuale delle performance di qualità tecnica, comunque favorendo, eventualmente su un arco temporale più lungo, il miglioramento dei livelli di qualità, nonché il recupero degli eventuali investimenti che -per ragioni specificamente riconducibili all'emergenza sanitaria- non sia stato possibile realizzare;
  • l’individuazione di strumenti finalizzati alla mitigazione degli effetti per gli utenti o per loro singole categorie, derivanti dall'attuale situazione emergenziale, anche intervenendo sulla vigente disciplina dei pagamenti con misure atte a rafforzare i profili di sostenibilità per l’utenza finale e prevenendo le situazioni di morosità in cui potrebbero incorrere gli utenti in condizioni di sopravvenuta difficoltà economica.

Ma quali sono i rischi sanitari che motivano interventi tali da generare un aumento dei costi di gestione e un ritardo degli investimenti nel servizio idrico integrato?

Nella Delibera 125/2020 ARERA fa riferimento alle raccomandazioni già emanate - o che verranno successivamente adottate - dall'Istituto Superiore di Sanità. A tal proposito, segnaliamo la pubblicazione Rapporto ISS COVID-19 n. 10/2020, contenente "Indicazioni ad interim su acqua e servizi igienici in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2". Nel documento, indirizzato ai gestori del servizio idrico integrato e alle autorità ambientali e sanitarie preposte alla tutela della salute e alla salvaguardia ambientale, vengono fornite raccomandazioni relative alle attività di prevenzione e controllo dei rischi connessi all'emergenza pandemica che possono avere effetto sulla gestione del ciclo idrico integrato. 

Analogamente a quanto si osserva per la contaminazione dovuta ad altri agenti chimici e patogeni, gli eventi critici correlati alla possibile diffusione dell’infezione COVID-19 attraverso l’esposizione a matrici idriche (acque reflue, acque superficiali usate per la balneazione o per fini irrigui, approvvigionamenti idrici autonomi) sono esclusivamente collegate alle circostanze di mancanza o inefficienza dei servizi che potrebbe comportare la diffusione di SARS-CoV-2 nell'ambiente. Oltre a carenze nei sistemi di depurazione, un rischio di trasmissione può sussistere in circostanze in cui le reti di fognatura siano inadeguate, in particolare, in condizioni di pompaggio e spurgo di reflui, quando si configura esposizione da parte di soggetti diversi dagli operatori professionali, come pure in circostanze in cui le reti di acque reflue possano contaminare l’acqua potabile, ad esempio, per rotture delle tubature. Gli eventi di rotture, soprattutto in reti non in pressione, risultano, secondo l'ISS, particolarmente critici e devono essere rapidamente intercettati e gestiti in sicurezza, anche con aumenti dei trattamenti di disinfezione, ove necessario.

L'ISS segnala, poi, una serie di effetti indiretti che gli enti preposti devono presidiare aggiornando, all'occorrenza, i modelli di prevenzione dei piani di sicurezza dell’acqua: gli incrementi dei consumi locali in sinergia con eventi di siccità possono comportare, infatti, restrizioni di approvvigionamento idrico e turnazioni di servizio in alcune aree, con rischiosi impatti di tipo sanitario, soprattutto con il perdurare del lockdown.

Vai alla Delibera ARERA 125/2020/R/Idr >>>

Vai al Report ISS COVID-19 n. 10/2020 >>>