ATO rifiuti: in arrivo 1,5 miliardi per gli impianti e per il potenziamento della raccolta differenziata

Con due Decreti pubblicati lo scorso 29 settembre, il Ministro della Transizione Ecologica ha avviato l'iter per l'utilizzo dei fondi PNRR destinati al settore dei rifiuti. Uno, in particolare, definisce i criteri per la selezione dei progetti di nuovi impianti o ammodernamento di impianti esistenti che gli Enti di Governo degli ATO potranno presentare in risposta agli avvisi pubblici che saranno pubblicato entro due settimane.

Il Decreto 6 agosto 2021 del Ministro dell'Economia e delle Finanze ha assegnato alle singole amministrazioni le risorse previste per l'attuazione degli interventi di rispettiva pertinenza previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il provvedimento ha, tra l'altro, assegnato al Ministero della Transizione Ecologica 1,5 miliardi di euro da destinare alla realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e all'ammodernamento di impianti esistenti, da inquadrare nell'ambito attuativo dell'Investimento 1.1, Missione 2, Componente 1, del PNRR.

L'iter per l'utilizzo di tali risorse prevedeva la pubblicazione, da parte del MiTE, del decreto di approvazione dei criteri di selezione dei progetti, adempimento completato con la pubblicazione del D.M. 29 settembre 2021, n. 396.

Tale DM prevede che l'assegnazione delle risorse relative all'Investimento 1.1 avverrà attraverso la pubblicazione di tre distinti avvisi pubblici aventi ad oggetto proposte per il finanziamento di interventi rientranti nelle seguenti aree tematiche:

  • Linea d'Intervento A - Miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani (totale risorse disponibili: 600 milioni);
  • Linea d'Intervento B - Ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata (totale risorse disponibili: 450 milioni);
  • Linea d'Intervento C - Ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materia assorbenti ad uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e rifiuti tessili (totale risorse disponibili: 450 milioni).

Il 60% delle risorse è destinato alle regioni del Centro-Sud.

In risposta agli Avvisi , che saranno pubblicati entro due settimane dall'entrata in vigore del Decreto, potranno presentare proposte di finanziamento:

  • gli Enti di Governo degli Ambiti Territoriali Ottimali (EGATO);
  • i comuni, laddove gli EGATO non siano stati costituiti;
  • i gestori incaricati del servizio rifiuti, appositamente delegati dal corrispondente EGATO o dal Comune che rimarrà, in ogni caso, unico destinatario e responsabile nel confronti del Ministero per le risorse assegnate.

Il contributo massimo erogabile per ciascuna proposta non potrà superare le seguenti somme:

  • 1 milione per la Linea d'Intervento A;
  • 40 milioni per la Linea d'Intervento B;
  • 10 milioni per la Linea d'Intervento C.

Oltre a fissare i criteri di valutazione delle proposte, l'Allegato 1 al DM 396 ne definisce i criteri di ammissibilità, stabilendo che gli interventi da finanziare:

  • dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026;
  • non devono aver ottenuto un finanziamento a valere su fondi strutturali UE;
  • non devono ledere il principio DNSH;
  • devono essere coerenti con gli strumenti di pianificazione previsti dal Codice ambientale (es.: Piano Regionale Gestione Rifiuti e Piano d'Ambito).

Non sono, in alcun caso, ammissibili interventi che abbiano ad oggetto: discariche, impianti di Trattamento Meccanico o Meccanico/Biologico, inceneritori.

Per completezza, si segnala, inoltre, la pubblicazione del D.M. 397/2021, per la realizzazione di "progetti faro" di economia circolare, con una dotazione di 600 milioni di euro da assegnare:

  • alle imprese che esercitano in via prevalente le attività di cui all'art. 2195, numeri 1) e 3) del codice civile
  • alle imprese che esercitano in via prevalente le attività ausiliarie di cui all'art. 2195, numero 5), del codice civile, nei confronti delle imprese di cui al punto precedente.

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