ARERA segnala a Governo e Parlamento la necessità di modificare l’art. 177 del Codice Appalti

Con propria segnalazione, l’Autorità evidenzia i potenziali effetti negativi relativi all’obbligo di esternalizzazione delle attività in concessione, previsto dall’articolo 177 del Codice dei Contratti Pubblici. L’attuale formulazione comporterebbe rischi in termini di discontinuità e scarsa qualità del servizio reso, con un possibile aumento dei costi, che si riverserebbero sulle tariffe praticate agli utenti.

Con comunicato stampa del 13 marzo 2019, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) informa di aver inoltrato la Segnalazione n. 89/2019/I/com del 12 marzo 2019 per richiamare l’attenzione del Parlamento e del Governo su alcune criticità che, secondo il parere dell’Autorità, deriverebbero dall’applicazione dell’articolo 177 del Codice dei Contratti Pubblici (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50). Tale disposizione prevede in capo ai concessionari, operanti nei settori di competenza dell’ARERA, l’obbligo di affidare a terzi, mediante procedure ad evidenza pubblica, una quota pari all’80% dei contratti di lavori, servizi e forniture riferiti alle concessioni di importo pari o superiore a 150.000 euro.

La segnalazione di ARERA evidenzia che tale obbligo di esternalizzazione “svuoterebbe” di fatto l’attività dei concessionari, sostanzialmente privandoli delle funzioni proprie del servizio, facendoli divenire meri soggetti appaltatori.

L’affidamento a terzi della quasi totalità delle prestazioni, attualmente eseguite con mezzi e personale propri del concessionario, richiederebbe poi una lunga e complessa revisione dei processi organizzativi interni e di gestione, a discapito della continuità e della qualità di servizi essenziali quali la distribuzione di energia elettrica e la gestione dei rifiuti.

Secondo l’Autorità, inoltre, l’esecuzione massiccia di procedure di gara comporterebbe un prevedibile aumento dei costi economici e sociali, con impatti negativi destinati a scaricarsi anche sul costo del servizio e, dunque, sulle bollette di famiglie e imprese. L’esternalizzazione determinerebbe anche un significativo e immediato esubero delle risorse umane operative nell'organizzazione aziendale, facendo venire meno esperienza, competenza e conoscenza specifica di ciascuna rete e impianto.

Nella segnalazione si osserva, infine, che l’articolo 177 non risulta trovare fondamento in norme comunitarie, in particolare con riferimento alla direttiva 2014/23/UE e ad altre direttive europee in materia di concessioni.

Alla luce degli scenari critici segnalati, l’Autorità fa, quindi, appello alla necessità di valutare tempestivi interventi normativi volti a modificare l’articolo 177 o a fornirne un’interpretazione più ristretta, al fine di limitare i possibili esiti descritti.

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